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Lo chiamavano Jeeg Robot (Gabriele Mainetti, 2015)

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Una recensione ha sempre molto di soggettivo ; nel giudizio rientrano inevitabilmente la particolare sensibilità, gli interessi specifici ed i punti di vista sul mondo di chi scrive. Quando vediamo un film tendiamo ad assorbirlo tramite le nostre precedenti esperienze e le idee che portiamo con noi dalla realtà. Questo ovviamente non significa che non sia possibile avere alcuna base oggettiva : una conoscenza, preferibilmente un po' approfondita e sempre aggiornata, dell'argomento può aiutare a trovare una prospettiva abbastanza equilibrata. Pensare, tuttavia, di poter liberare il proprio sguardo da sé stessi e dal proprio posto – economico, sociale, psicologico – nel mondo è, per quanto mi riguarda, pura utopia. Leggendo una recensione cerco sempre di farmi un'idea delle posizioni, più o meno generali, del recensore, per capire come rapportare il suo giudizio al mio . È chiaro che se un appassionato di film indipendenti francesi vede un blockbuster americano il suo p...