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Sherlock 4x03, “The Final Problem”, la recensione

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Attenzione: in questo articolo sono presenti spoiler .  Steven Moffat e Mark Gatiss amano disseminare, lungo le puntate di Sherlock , innumerevoli colpi di scena. In qualche caso sono un’aggiunta piacevole, ma nella grande maggioranza dei casi finiscono per distruggere il peso emotivo delle sequenze e addirittura, in certi casi, il loro stesso significato. The Six Thatchers si apriva con una piuttosto improbabile passata di spugna sull’omicidio commesso dal protagonista al termine della stagione precedente, e dopo una prolissa introduzione si incentrava sul passato da agente segreto freelance di Mary (Amanda Abbington) che, come dicevo nella mia recensione , non si è mai davvero integrato con gli altri elementi della sua personalità, risultando piuttosto una sorta di corpo estraneo infilato a forza all’interno della vicenda. The Lying Detective , pur presentando una cospicua dose di ribaltamenti improvvisi, si reggeva piuttosto bene sulle proprie gambe: al suo centro c’er...

Sherlock 4x02, “The Lying Detective”, la recensione

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Attenzione: in questo articolo sono presenti spoiler , siete avvisati. C’è una premessa da fare, prima di parlare nello specifico di The Lying Detective : le trame di Sherlock non sono mai perfettamente logiche, anche quando ad una prima visione possono sembrarlo. Se le si osserva da vicino, concentrandosi sui singoli snodi narrativi, è facile trovare le crepe: coincidenze fortuite, deduzioni difficilmente distinguibili da premonizioni, collegamenti esistenti unicamente per necessità di trama e quasi ingiustificati altrimenti. Le sceneggiature scritte da Steven Moffat e Mark Gatiss non sono mai davvero gialli inappuntabili, dove alla fine sia possibile ricostruire perfettamente le cause e gli effetti di ogni avvenimento. Si tratta di sceneggiature mal scritte? Si può ragionevolmente sostenere di sì, in un certo senso. D’altro canto, i due autori hanno a più riprese sostenuto che il punto focale della serie non sono le singole indagini, ma i personaggi. Al di là delle mie opi...

Sherlock 4x01, “The Six Thatchers”, la recensione

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Attenzione:   nel seguente articolo sono presenti spoiler sul finale di The Six Thatchers . Se non avete ancora visto l'episodio e non desiderate ricevere alcuna rivelazione, non procedete con la lettura. Alle prime tre stagioni di Sherlock ho dedicato un post qualche mese fa: mi sembra che ciò che ho scritto allora valga, in gran parte, anche per la prima puntata della quarta stagione , The Six Thatchers , trasmessa dalla BBC una settimana fa e approdata subito dopo su Netflix Italia. In questa recensione, quindi, mi focalizzerò più che altro su alcuni elementi in particolare, tralasciando (almeno per ora) il quadro generale.

Note su Sherlock

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Tra i prodotti della BBC più internazionalmente celebrati ed apprezzati sin dalla sua prima messa in onda, avvenuta nell’estate del 2010 nel Regno Unito e a dicembre 2011 in Italia, Sherlock presenta un formato un po’ anomalo all’interno del panorama televisivo mondiale, più utilizzato, a dire il vero, all’interno di quello del Regno Unito. Ogni stagione si compone di soli tre episodi , della durata di un’ora e mezza ciascuno: sarebbe facile pensare, prima della visione, che si tratti di una collezione di film indipendenti tra loro, piuttosto che di una vera e propria serie tv. In realtà ogni episodio è – a volte più, a volte meno – collegato agli altri, ed appare in maniera sufficientemente chiara la volontà dei suoi creatori e principali sceneggiatori ( Steven Moffat e Mark Gatiss ) di costruire, all’interno di ogni stagione, un arco narrativo più grande che abbracci tutta la vicenda narrata, che si incentra sulla celeberrima coppia investigativa creata più di un secolo fa...