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Doctor Strange (Scott Derrickson, 2016)

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Per il neurochirurgo di successo Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) la vita è un orologio di lusso al polso, il cui quadrante segna un tempo apparentemente addomesticato dalla forza della propria ambizione; ogni cosa è al posto giusto, e il dottore passa da una sala operatoria all’altra con l’arroganza di chi crede di avere in mano le chiavi del mondo. Quando un terribile incidente d’auto manda in frantumi la sua carriera e la sua serenità, Strange, incapace di rassegnarsi ad accettare la tragedia che lo ha colpito, si spingerà fino all’altro capo del mondo alla ricerca di un modo per guarire le sue mani rovinate, finendo per trovare la porta d’ingresso di una conoscenza dalle proporzioni infinitamente più grandi di quelle della scienza medica.

Captain America: Civil War (Anthony e Joe Russo, 2016)

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Il corpus narrativo dei film Marvel assomiglia ad un gigantesco ipertesto cinematografico : ogni parte è collegata ad un'altra da uno o più riferimenti, incarnati in un luogo, un avvenimento, un personaggio. La trama di Captain America: Civil War è strettamente allacciata al passato e al futuro dell'universo su schermo dei suoi supereroi. Il tema attorno al quale è costruita è molto interessante: la riflessione sui danni collaterali che scontri titanici possono comportare apre a scenari sfumati e molto vicini alla nostra realtà, dove scegliere il lato da cui schierarsi – tra libertà d'azione e responsabilità sofferta – può diventare una decisione difficile da prendere.  

Deadpool (Tim Miller, 2016)

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«Le cose importanti da ricordare sono i dettagli, i dettagli rendono la storia credibile», afferma Holdaway (Randy Brooks) ne Le iene ( Reservoir Dogs , Quentin Tarantino, 1992); è una frase che si può applicare, senza particolari difficoltà, a Deadpool , il film sullo sregolato supereroe Marvel rimasto invischiato nei complicati ingranaggi degli studios per un decennio ed infine approdato sullo schermo grazie alla testardaggine di Ryan Reynolds , che oltre a recitarvi come protagonista funge anche da produttore. Sulla sedia del regista troviamo invece Tim Miller , direttore artistico e supervisore degli effetti speciali al suo primo lungometraggio.

Avengers: Age of Ultron, prime impressioni

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«Sembra facile fare un caffè» è solita dire mia madre. Sembra facile fare il blockbuster estivo più atteso dell'anno. Avengers: Age of Ultron ha almeno una decina di personaggi principali (e, per carità, non proviamo nemmeno a contare quelli secondari), più effetti speciali di ogni altro film Marvel, una continuità contorta da rispettare e di cui essere uno dei punti di svolta principali e, fortunatamente, una sola trama, seppure un po' ramificata. Tuttavia, la vera grande nemesi del regista Joss Whedon non è il film in sé: è il primo, sfolgorante capitolo uscito nel 2012, piazzatosi al terzo posto nella classifica dei più alti incassi cinematografici di tutti i tempi e diventato al contempo pietra miliare del genere cinecomic (se così vogliamo chiamarlo, ma sarebbe interessante discutere sulla sua esistenza specifica in quanto tale), coronamento di quella Fase 1 del Marvel Cinematic Universe che abbiamo tutti osservato con la stessa trepidazione dello spettatore che osser...