giovedì 18 agosto 2016

Suicide Squad (David Ayer, 2016)


Rivedere il materiale promozionale di Suicide Squad uscito nei mesi scorsi può essere d'aiuto per farsi un'idea di cosa sia successo al lungometraggio di David Ayer prima di approdare al cinema. Il grande successo riscosso dal primo trailer ufficiale, che abbinava le immagini del film alle note di Bohemian Rhapsody dei The Queen, pare abbia spinto la casa di produzione a commissionare agli autori di quest'ultimo un nuovo montaggio, più musicale e scanzonato, piuttosto distante dal taglio cupo e realistico scelto originariamente dal regista, in linea con il tono stabilito per il DCEU (DC Expanded Universe) da Zac Snyder; di quest'ultima impostazione si possono osservare le tracce nella clip utilizzata per presentare il film al pubblico del San Diego Comic-Con che, dopo il leak online, è stata rilasciata ufficialmente, finendo per costituire quindi il primo sguardo in assoluto al nuovo cinecomic messo insieme dalla Warner Bros. dopo l'accoglienza non entusiasmante riservata a Batman vs Superman: Dawn of Justice (Zac Snyder, 2016), che pare abbia giocato un ruolo, insieme al trionfo di Deadpool (Tim Miller, 2016), nella decisione di imporre a Suicide Squad un tono più leggero di quanto originariamente previsto. Per il final cut sembra che sia stato scelto un amalgama dei due montaggi, forse nel tentativo di creare un buon compromesso: in realtà quello che scorre sul telo da proiezione ha più l'aspetto di un bicchiere in cui siano stati messi insieme acqua e olio nella speranza che, mescolando con forza, si possa tenerli uniti

venerdì 5 agosto 2016

Note su Breaking Bad: Walter White


Walter White (Bryan Cranston) è un uomo che ritiene di non aver ricevuto dalla vita ciò che meritava. Dopo essere stato un chimico brillante all'università – tanto da aver contribuito alla vincita di un premio Nobel nel 1985 – decide di vendere per soli cinquemila dollari la sua quota della Gray Matter Technologies, una società fondata insieme ad un amico e alla sua fidanzata di allora, che dopo il suo abbandono, e il matrimonio dei due soci rimasti, crescerà fino a diventare un gigante miliardario, in gran parte grazie ai risultati delle sue ricerche. All'ex-promettente scienziato non resterà che guardare da lontano altri arricchirsi favolosamente grazie alle sue intuizioni, marcendo nella certezza di aver derubato i propri figli di un futuro molto migliore di quello che può loro promettere un insegnante liceale frustrato e passivo, costretto, per mantenersi, a svolgere un secondo lavoro in un autolavaggio come un qualunque immigrato sudamericano.

giovedì 28 luglio 2016

It Follows (David Robert Mitchell, 2014)


Sorge ogni tanto qualcuno che dice «Eccomi, son Io!».
Pien di fortuna si leva, e d'oro e d'argento.
E quando tutte bene ordinate ha ormai le sue cose
«Eccomi, son Io!», sussurra da segreto agguato la Morte.

Omar Khayyam

In una non meglio precisata cittadina americana di provincia una ragazza fugge precipitosamente di casa, divorata da un terrore che il padre e i vicini di casa non riescono a comprendere. Verrà ritrovata cadavere il mattino dopo, il corpo orrendamente contorto e spezzato sulla sponda sabbiosa di un lago. La sequenza iniziale di It Follows, film horror indipendente ed opera seconda del regista David Robert Mitchell, è scollegata dal resto della vicenda rappresentata; si preoccupa invece di dichiarare fin dai primi minuti il tono, lo stile e soprattutto l'atmosfera della pellicola. 

mercoledì 20 luglio 2016

La canzone del mare (Song of the Sea, Tomm Moore, 2014)


Un lungometraggio animato è sempre la fine di un percorso di sintetizzazione e semplificazione del reale; ciò che lo differenzia da un film dal vivo, infatti, è la necessità di creare un modello a partire dalla realtà entro cui inserire la propria storia, di scovare all'interno della complessità del visibile quelle linee cinetiche e quelle forme specifiche che rendono qualcosa riconoscibile ad un primo sguardo, inserendolo all'interno di un determinato stile grafico del quale l'intera opera porterà l'impronta. Questo è un processo di elaborazione solitamente lungo, complesso e costoso, e che perciò solo imponenti studi con grandi entrate possono, generalmente, tenere in piedi in relazione a durate superiori all'ora. Le regole però, come si suol dire, sono fatte per essere smentite, come dimostra La canzone del mare

venerdì 1 luglio 2016

Ai confini della realtà (Twilight Zone: The Movie, John Landis, Steven Spielberg, Joe Dante, George Miller, 1983)


Nel 1982 John Landis e Steven Spielberg, al culmine del loro successo commerciale, decisero di realizzare un film sulla serie tv statunitense Ai confini della realtà (The Twilight Zone, 1959-1964), pietra miliare della fantascienza e molto amata da entrambi. La pellicola avrebbe dovuto essere suddivisa in quattro episodi, curati ognuno da un diverso regista, incorniciati da un prologo e da un epilogo. Alcuni personaggi avrebbero dovuto essere ricorrenti e nel finale tutte le storie avrebbero dovuto risultare collegate tra loro. Ad accettare di essere coinvolti furono Joe Dante e George Miller. Un terribile incidente occorso sul set di Time Out, il primo segmento ad essere girato e l'unico inedito, scritto e diretto dallo stesso John Landis, portò tuttavia ad una parziale modifica del piano e gettò una pesante ombra sull'intera operazione, che risultò infine, per la critica, per lo più fallimentare

mercoledì 22 giugno 2016

The Nice Guys (Shane Black, 2016)

 
1977: in una Los Angeles soffocata dallo smog una giovane pornostar trova la morte in uno spettacolare incidente automobilistico. Due detective privati disillusi e male in arnese, Holland March (Ryan Gosling) e Jackson Healy (Russel Crowe), si ritrovano ad indagare insieme sul caso, rimanendo invischiati in uno scontro molto più grande.
Shane Black, sceneggiatore di alcuni film action di grande successo degli anni ottanta e novanta (tra cui Arma letale), torna con The Nice Guys ai temi e ai toni del suo esordio alla regia, Kiss Kiss Bang Bang, uscito nel 2005, che metteva al centro della scena l'improbabile team formato da Val Kimer e Robert Downey Jr. Pare che proprio quest'ultimo abbia proposto ai Marvel Studios di far dirigere Iron Man 3 al regista nativo della Pennsylvania, e si può ragionevolmente ipotizzare che il grande successo commerciale del cinecomic approdato nelle sale nella primavera del 2013 abbia fatto da apripista alla realizzazione del suo ultimo progetto creativo. 

giovedì 16 giugno 2016

Whiskey Tango Foxtrot (Glen Ficarra, John Requa, 2016)


Gli esseri umani, in fondo, sono animali abitudinari: il successo della nostra specie, dopotutto, è dipeso in larga parte dalla nostra grandissima capacità di adattamento. La giornalista Kim Baker (Tina Fey) vive le proprie giornate passando dall'ufficio alla palestra, correndo su una cyclette saldamente ancorata al pavimento, finché non accetta l'incarico di inviata all'estero a Kabul, in Afghanistan, durante la Operation Enduring Freedom lanciata dagli Stati Uniti contro il terrorismo islamico. In terra straniera e lontana dal suo appartamento tappezzato di piante, Kim dovrà imparare a sopravvivere in una situazione per nulla normale, cercando di non farsi fagocitare dalla perenne – e rischiosa – ricerca dello scoop migliore.