giovedì 11 febbraio 2016

Il risveglio della Forza: Rey

L'euforia per l'uscita del settimo capitolo della saga creata da George Lucas negli anni settanta si è rapidamente trasformata nell'attesa dell'ottavo. Abbiamo festeggiato, gioito e criticato ma ora è nuovamente tempo di contare i giorni sul calendario: l'appuntamento è tra un anno e mezzo. Nel frattempo ho pensato di dedicare una serie di post ai personaggi che abbiamo incontrato lo scorso dicembre, sia quelli nuovi che abbiamo appena iniziato a conoscere, sia quelli vecchi che abbiamo ritrovato dopo una pausa di trent'anni, divisi in Lato chiaro e oscuro. Si inizia ovviamente dalla principale protagonista della pellicola, ma ci sarà spazio per tutti, a parte Constable Zuvio. Al fondo di ogni post troverete l'elenco dei link di tutti i post. Buona lettura!

 

Lato chiaro

 

Rey (Daisy Ridley)


lunedì 8 febbraio 2016

The Revenant – Redivivo (The Revenant, A.G. Iñárritu, 2016)



The Revenant – Redivivo è un film bifronte. Da una parte c'è una natura purissima, incontaminata e pericolosa, un distillato di wilderness che sembra provenire da altri tempi grazie all'arte fotografica di Emmanuel Lubezki (candidato sette volte al premio Oscar e due volte vincitore, per Gravity e Birdman); cieli, fiumi, rocce, alberi e montagne dipinti sullo schermo con colori ricercati e stesi con una cura prodigiosa. La coscienza si perde nei dettagli, nelle piccole onde tremolanti intrise di luce, nella morbida pastosità di un immacolato manto nevoso, nel rosso acceso delle fiamme, nell'umidità puntiforme della nebbia. È un mare in cui è dolce smarrirsi per un po', cullati da un sonoro che contribuisce in maniera decisiva a rendere il più immersiva possibile l'esperienza della visione, catturando addirittura il suono della neve che cade, quasi sulla soglia del silenzio. Gli esseri umani, l'altra parte dell'equazione, si spostano arrancando su un terreno difficile ed ostile da cui sembrano continuamente respinti. Gli indiani Arikara li attaccano alla maniera di geni del luogo. Rapiti dallo spettacolo di nuvole in lento movimento, di un'aurora sospesa sopra un cielo stellato, ci disinteressiamo dei loro destini, ed è proprio qui che il film forse manca il bersaglio. 

giovedì 24 dicembre 2015

The Jedi Steps and Finale, ovvero il maestro Williams è sempre con noi

Attenzione: in questo articolo ci sono SPOILER sulla fine di Star Wars: Il risveglio della Forza!


Vi ricordate come nella mia recensione dicessi che mi sembrava che la colonna sonora di John Williams per Star Wars: Il risveglio della Forza fosse un po' sottotono, anche se il mio buon senso mi diceva che avrebbe potuto essere soltanto un'impressione dettata dall'averla ascoltata soltanto una volta? Ieri sera ho avuto modo di ascoltarla di nuovo, fugando (quasi) ogni dubbio: le note del maestro Williams, l'uomo le cui composizioni mi hanno accompagnato dall'età di tre anni, sono lì a sottolineare ogni momento, sussurrando con l'arpa, suggerendo con gli archi o rombando a piena orchestra, sfruttando tutta la potenza degli ottoni. Prendiamo, per esempio, la composizione finale, che accompagna la salita di Rey al tempio Jedi, la comparsa di Luke e i titoli di coda, con la consueta carrellata di temi portanti. Prima che andiate avanti, credo sia d'obbligo informarvi del fatto che io non ho mai studiato musica: mi piace molto, ne ascolto tanta, ma non so nulla di tecnica. Quindi prendete questo mio commento come una descrizione emotiva, in cui anche i termini tecnici sono piegati all'espressione del sentimento.


sabato 19 dicembre 2015

Star Wars: Il risveglio della Forza, la recensione senza spoiler


Nel momento in cui conosci un tuo futuro grande amico, sai già che lo diventerà? Ovviamente no. Prima dovrai impararne il nome (che ti sarai dimenticato due secondi dopo avergli stretto la mano), scoprirne il carattere, i gusti, discuterci, andarci in giro, al cinema, al pub, al ristorante, litigarci, scusarti, ricevere delle scuse, scherzarci, punzecchiarlo, creare un sostrato di conoscenze e modi condivisi da entrambi, fino al punto in cui una sola occhiata basterà per capirsi. Questo è un po' quello che ho provato nel vedere Star Wars: Il risveglio della Forza (Star Wars: The Force Awakens, J.J. Abrams, 2015) ieri sera. Possiamo avere le opinioni più diverse rispetto all'(ex)esalogia ambientata nella galassia lontana lontana, ma quasi tutti ne conosciamo a memoria le battute, le inquadrature più belle, i temi musicali più affascinanti, perché li abbiamo rivisti ed analizzati fin nel più microscopico ed insignificante dettaglio. Vedere "Episodio VII" in cima alla didascalia iniziale è come uno strano sogno ad occhi aperti, c'è una parte di me che pensa sia soltanto un ologramma, un'illusione.

mercoledì 16 dicembre 2015

Una spada laser nel carrello

Immagine come al solito gentilmente fornita da Google.

Ogni volta che decido spontaneamente di infilarmi in un centro commerciale per qualche ora senza uno scopo preciso, entra-prendi-paga-esci, mi ricordo perché non mi piacciono. Marmo grigio, muri bianchi, scale mobili di ronzante metallo, insegne kitsch, negozi pieni di merci che non mi interessano e che non voglio ma che inevitabilmente attirano la mia attenzione, mi distraggono, mi anestetizzano in un vuoto microcosmo di cartellini, numeri e made in PRC, e va sempre a finire che, sotto le bianche luci elettriche accese anche in pieno giorno, lotto con un'immotivata malinconia, non importa se sono da sola o con qualcuno.

Le guerre dei cloni, parte quarta: Star Wars: The Clone Wars (2008-2014) II

Clicca qui per leggere il post precedente. Si conclude il nostro viaggio nelle serie animate dedicate alle guerre dei cloni, immergendoci in profondità in Star Wars: The Clone Wars, in attesa di iniziarne un altro - in qualche punto non meglio precisato del 2016 - incentrato su Star Wars Rebels. Prima di allora, comunque, parleremo di Star Wars: Il risveglio della Forza, presumibilmente durante questo fine settimana. Che la Forza sia con voi, dunque, e buona lettura!  

Star Wars: The Clone Wars (Dave Filoni, George Lucas, 2008-2014)



L'animazione, complice anche il costo piuttosto elevato (si va dai 750.000 dollari al milione per puntata), è di ottimo livello per un prodotto televisivo e i modelli dei personaggi sono curati e abbastanza espressivi, se si tiene in conto lo stile scelto dalla produzione, che è orientato più alla stilizzazione che al realismo, seppur messo in pratica tramite l'uso della grafica 3D che è tradizionalmente più incline alla riproduzione del vero rispetto all'animazione in due dimensioni: in ogni caso, trovo che questa contraddizione visiva dia i suoi frutti. Gli sfondi e le battaglie spaziali mostrano un livello di dettaglio e di cura più che apprezzabile.



martedì 15 dicembre 2015

Le guerre dei cloni, parte terza: Star Wars: The Clone Wars (2008-2014) I

Clicca qui per leggere il post precedente.

Star Wars: The Clone Wars (Dave Filoni, George Lucas, 2008-2014)



Con 121 episodi, cinque serie andate in onda su Cartoon Network più una, più ristretta, rilasciata su Netflix dopo la cancellazione (voluta dalla Disney, pare, per spostare risorse e menti creative su Star Wars Rebels, più vicino alla trilogia originale, molto più amata rispetto alla seconda), e altri 8 episodi rilasciati sul sito ufficiale di Star Wars come animatic (ovvero come storyboard rozzamente animati ma con il doppiaggio completato), Star Wars: The Clone Wars è la serie più longeva fino ad ora prodotta dalla Lucasfilm, oltre ad essere l'unica opera appartenente al passato, oltre ovviamente ai sei film, ad essere entrata a far parte del nuovo canone stabilito dopo il passaggio di consegne.