Meet the Feebles (Peter Jackson, 1989)
Alla fine degli anni Ottanta Peter
Jackson era un regista esordiente che aveva fatto parlare di sé tra
gli appassionati del genere splatter per Fuori di testa (Bad Taste,
1987), film girato lungo l'arco di quattro anni, in gran parte con
mezzi di fortuna, in cui un gruppo di alieni sbarca in Nuova Zelanda
con l'obbiettivo di rifornire di carne la propria catena di fastfood.
Nel 1990, durante un festival di film fantasy ad Amburgo, debutta il
suo successivo progetto, Meet the Feebles, pellicola interamente
realizzata con pupazzi, costumi e marionette che si pone l'obbiettivo
di fare una satira spietata e crudele sul mondo dello spettacolo ed
in particolare su I Muppet, da cui riprende molti elementi.
La sceneggiatura segue le vite dei
protagonisti di Meet the Feebles, show teatrale il cui prossimo
spettacolo sarà ripreso dalla tv, e tutti sperano che ciò possa portare
ad un contratto per una serie. La trama segue più linee narrative e
più personaggi, spesso scarsamente collegati: alcune risultano più
interessanti di altre, ma tutte sono dipinte a tinte forti. Nelle ore
precedenti alla messa in onda, mentre sul palco si susseguono le
prove, i più svariati eventi hanno luogo: la stella dello
spettacolo, l'ippopotamo Heidi, scopre il tradimento del suo
innamorato, il tricheco Bletch, a capo della compagnia, che non la
trova più attraente e le preferisce la gatta Samantha. Il giovane ed
innocente riccio Robert, appena assunto, si affaccia su questo nuovo
mondo con l'aiuto del verme Arthur, e si innamora della tenera
barboncina Lucille; quest'ultima tuttavia ha attirato l'attenzione
del ratto Trevor, in cerca di star per i suoi film porno. Il coniglio
Dennis si ammala fatalmente a causa della sua attivissima vita
sessuale, e deve difendersi dagli assalti di una mosca reporter dalle
disgustose abitudini, determinata ad ottenere un grande scoop.
L'elefante Sid è alle prese con una causa legale che vuole spingerlo
a riconoscere la paternità del cucciolo della gallina Sandy, e nel
frattempo la rana Wynyard è in preda ad una violentissima crisi di
astinenza che rischia di compromettere la sua esibizione come
lanciatore di coltelli.
I personaggi di Meet the Feebles sono
tutti – con l'eccezione di Robert, Lucille, Arthur e, in una certa
misura, Heidi – esseri abietti che incarnano le peggiori qualità
degli umani. Sesso, droga, pornografia e malvagità abbondano. I
protagonisti di stoffa e pelliccia vagano per le quinte del teatro
immersi in un'aria cinica e grottesca; i toni farseschi e la
recitazione caricaturale donano una luce inquietante agli accadimenti
demenziali che si susseguono sullo schermo. Non mancano, tuttavia,
parentesi genuinamente esilaranti, come il flashback di Wynyard sulla
propria esperienza di prigioniero dei vietcong durante la guerra in
Vietnam.
Jackson non va per il sottile: allo
spettatore non viene risparmiata nessuna gag rivoltante, tutti i
fluidi corporei vengono fatti defluire e schizzare dai corpi snodati
dei pupazzi, nel nome di una comicità sboccata e ruvida che
certamente non è adatta ad ogni tipo di palato, e che anzi a molti
potrà risultare facilmente indigesta, molto più di quella di
Spatters – Gli schizzacervelli (Braindead, 1992). Quest'ultima
pellicola, successiva di pochi anni, risulta inoltre più coesa, godibile e raffinata di Meet
the Feebles, che è in fondo un gioco sguaiato portato avanti con
determinazione e abilità artigiana, uno scherzo elaborato spinto al
limite del sopportabile, fedele fino in fondo alla sua anima
irriverente di film splatter indipendente proveniente da un'isoletta
sperduta in mezzo all'Oceano Pacifico.
Gli effimeri momenti
melodrammatici – quasi del tutto dedicati alla contrastata storia
d'amore tra Robert e Lucille – mettono ancora più in evidenza la
crudeltà della satira, ancora più straniante perché inserita senza
pietà all'interno di un contesto solitamente correlato all'innocenza
dell'infanzia.
Gli effetti
speciali e gli sfondi, considerato il budget, sono molto ben
realizzati; la regia, seppure forse ancora un po' acerba, mostra
piccoli guizzi interessanti. La seconda opera di Jackson senza ombra
di dubbio non è la migliore della sua ormai lunga carriera e non è
imperdibile, essendo riservata piuttosto ai soli appassionati di
splatter che siano in grado di reggerne il violento e rozzo umorismo.
Meet the Feebles in un certo senso fa categoria a sé, e quest'ultima
non è adatta a tutti. Va riconosciuto, però, che nascosti in
profondità al suo interno vi sono i semi delle capacità registiche,
produttive e creative che avrebbero messo in scena Il Signore degli
Anelli. Un film satirico interamente recitato da pupazzi non è per
nulla facile da realizzare, del resto, ancora meno se lo si gira
quando si è appena superato lo status di appassionati dilettanti,
lontani centinaia di chilometri dalle grandi risorse hollywoodiane e
newyorchesi.
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