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The Mandalorian – Capitolo 16: Il salvataggio

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Lo dichiaro subito, senza girarci troppo intorno, in modo da fugare fin dall'inizio qualunque ambiguità: il finale di stagione di The Mandalorian non mi ha convinto per tutta una serie di ragioni . Mi rendo conto che si tratta di un’opinione impopolare e probabilmente molto personale: proprio per questo ho deciso di usare molto più che in passato la prima persona , invece di sforzarmi di ammantare di obiettività questo articolo. Beninteso: il cambiamento è necessario a tutte le storie, è la spinta che le muove in avanti, ed era dagli ultimi sei episodi che si intuiva che una grossa modifica allo status quo era in arrivo. Il salvataggio ( The Rescue ) è a tutti gli effetti il culmine di questo processo; è solo che la sua realizzazione e, soprattutto, le conseguenze che porta con sé, mi hanno lasciato con più di qualche dubbio . 

The Mandalorian – Capitolo 15: Il vendicatore

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Il titolo originale del penultimo episodio della seconda stagione di The Mandalorian è The Believer ; la traduzione italiana, Il vendicatore , non ne mantiene l’ambiguità . Il tema centrale è indubbiamente la fede in qualcosa, ma non sotto un unico aspetto e non riguardo a un solo personaggio. Sono almeno quattro , infatti, a un certo punto e a differenti livelli, quelli costretti a confrontarsi con le proprie intime convinzioni. Rick Famuyiwa , regista e sceneggiatore, in mezz'ora e con poche battute comunica moltissimo del loro stato interiore. Dal meno al più significativo, li passiamo in rassegna nei prossimi paragrafi. 

The Mandalorian – Capitolo 13: La Jedi

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Scritto e diretto da Dave Filoni , La Jedi ( The Jedi ) introduce nella sfera del live action Ahsoka Tano , portando alla luce nel contempo tutta l’influenza del cinema giapponese nell’universo di Star Wars . A fare da riferimento principale sono due pietre miliari intimamente connesse tra loro, La sfida del samurai ( Yojimbo , Akira Kurosawa, 1961) e Per un pugno di dollari (Sergio Leone, 1964), che del primo è praticamente un rifacimento non autorizzato. La struttura dell’episodio e in particolare alcuni momenti dell’ ultimo atto richiamano fortemente questa coppia di pellicole, anche se è doveroso notare come sia Kurosawa che Leone facciano da riferimento ideologico ed estetico all’ intera serie sin dalla sua concezione. L’ambientazione della vicenda, però, e alcuni elementi della trama suggeriscono anche ulteriori parentele . 

The Mandalorian – Capitolo 12: L’assedio

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Era del tutto prevedibile che l’incontro con Ahsoka Tano annunciato nella scorsa puntata non sarebbe avvenuto immediatamente; L’assedio ( The Siege ), però, non è un diversivo poco significativo per giocare ancora un po’ con l’attesa di un grande evento, ma porta avanti la trama concentrandosi sugli antagonisti , invece che sugli eroi, con rivelazioni forse ancora più interessanti di quelle precedenti.

The Mandalorian – Capitolo 11: L’erede

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  Mentre l’episodio rilasciato la scorsa settimana, Il passeggero , era fondamentalmente una piacevole parentesi utile a sviluppare il carattere dei personaggi, coinvolgendoli in una piccola avventura la cui conseguenza più evidente era la quasi totale distruzione della Razor Crest (e la sparizione di una manciata di uova , rotolate giù per il tratto digestivo del Bambino), L’erede ( The Heiress ), invece, pur essendo più breve in termini di minutaggio, fa avanzare significativamente la trama , stabilendo un forte collegamento con le serie animate .

The Mandalorian – Capitolo 10: Il passeggero

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«Filler» non è mai usato in maniera troppo lusinghiera quando si parla di serie televisive; è il termine a cui si ricorre ogniqualvolta si vuole tacciare un particolare episodio di essere superfluo nell’economia complessiva della storia. Sotto un certo punto di vista Il passeggero ( The Passenger in originale) potrebbe rientrare in tale definizione; almeno al momento attuale i suoi eventi non sembrano essenziali alla trama generale. Eppure non mi sembra corretto considerarlo inutile o, peggio ancora, una perdita di tempo narrativo; se ci si libera della spasmodica necessità di arrivare alla grande rivelazione che sempre si attende dalle vicende che appassionano, ci si riesce a godere il viaggio senza concentrarsi troppo sul traguardo, e ad apprezzare ciò che si incontra lungo la strada.

The Mandalorian – Capitolo 9: Lo sceriffo

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Se, per amore della conoscenza, si tentasse di determinare l’esatta composizione di Star Wars nel suo complesso , cercando di trovarne le componenti essenziali, si scoprirebbe che la formula è semplice soltanto in apparenza; si comprenderebbe, in realtà, quanto essa è delicata e tutt’altro che facile da ottenere senza un’ottima capacità di analisi e un abbondante affetto per la materia. Jon Favreau , che s’interessa anche di cucina oltre che di cinema, pare aver ben chiare quantità e dosi, e serve al suo affezionato pubblico un primo piatto delizioso e ben congegnato .

Star Wars Rebels, la seconda stagione

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 Dopo cinque stagioni e mezza di Star Wars: The Clone Wars ( qui , qui e qui la mia recensione) e una di Star Wars Rebels (ne parlavamo qui ), appare chiaro come a Dave Filoni piaccia sviluppare i suoi personaggi con calma, prendersi il tempo di intessere relazioni, creare contese, chiarire punti di vista. Una volta che l'insieme dei soggetti in gioco sarà abbastanza ampio sarà possibile creare intrecci più complessi, anche in virtù degli eventi passati di cui siamo a conoscenza. La seconda stagione di Star Wars Rebels inizia cambiando radicalmente le carte in tavola: nel doppio episodio di apertura The Siege of Lothal il gruppo di ribelli capitanato da Hera e Kanan si trova costretto ad abbandonare il pianeta che fino a quel momento era stato la loro base a causa di un violentissimo attacco imperiale, orchestrato nientedimeno che da Darth Vader , per nulla snaturato – come si poteva giustamente temere – ma invece crudele, feroce e spietato, doppiato come sempre da James...

Star Wars Rebels, la prima stagione

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La vendita della Lucasfilm alla Disney nell'ottobre 2012 ha fatto, creativamente, parecchie vittime: qualche videogioco, tra cui uno su Boba Fett e i cacciatori di taglie particolarmente atteso, le serie a fumetti pubblicate dalla Dark Horse (la licenza è infatti passata alla Marvel nel 2015) e, soprattutto, la serie animata Star Wars: The Clone Wars , portata avanti dal 2008 da un team di artisti capeggiati dal supervising director Dave Filoni con la frequente collaborazione del creatore originale della serie, George Lucas. Il motivo dell'interruzione – talmente improvvisa da non permettere il completamento della sesta stagione, poi rilasciata incompleta su Netflix nel 2014 – è di natura economica: la Disney, infatti, non aveva nessuna intenzione di spendere risorse per produrre una serie che sarebbe poi andata in onda su Cartoon Network , suo concorrente nel campo della televisione per ragazzi americana, che deteneva i diritti di distribuzione. Tuttavia Star Wars: The...

Le guerre dei cloni, parte quarta: Star Wars: The Clone Wars (2008-2014) II

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Clicca qui per leggere il post precedente. Si conclude il nostro viaggio nelle serie animate dedicate alle guerre dei cloni, immergendoci in profondità in Star Wars: The Clone Wars , in attesa di iniziarne un altro - in qualche punto non meglio precisato del 2016 - incentrato su Star Wars Rebels . Prima di allora, comunque, parleremo di Star Wars: Il risveglio della Forza , presumibilmente durante questo fine settimana. Che la Forza sia con voi, dunque, e buona lettura!   Star Wars: The Clone Wars (Dave Filoni, George Lucas, 2008-2014) L'animazione , complice anche il costo piuttosto elevato (si va dai 750.000 dollari al milione per puntata ), è di ottimo livello per un prodotto televisivo e i modelli dei personaggi sono curati e abbastanza espressivi, se si tiene in conto lo stile scelto dalla produzione, che è orientato più alla stilizzazione che al realismo , seppur messo in pratica tramite l'uso della grafica 3D che è tradizionalmente più incline alla riprod...

Le guerre dei cloni, parte terza: Star Wars: The Clone Wars (2008-2014) I

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Clicca qui per leggere il post precedente. Star Wars: The Clone Wars (Dave Filoni, George Lucas, 2008-2014) Con 121 episodi , cinque serie andate in onda su Cartoon Network più una , più ristretta, rilasciata su Netflix dopo la cancellazione (voluta dalla Disney, pare, per spostare risorse e menti creative su Star Wars Rebels , più vicino alla trilogia originale, molto più amata rispetto alla seconda), e altri 8 episodi rilasciati sul sito ufficiale di Star Wars come animatic (ovvero come storyboard rozzamente animati ma con il doppiaggio completato), Star Wars: The Clone Wars è la serie più longeva fino ad ora prodotta dalla Lucasfilm, oltre ad essere l'unica opera appartenente al passato, oltre ovviamente ai sei film, ad essere entrata a far parte del nuovo canone stabilito dopo il passaggio di consegne.

Le guerre dei cloni, parte seconda: Star Wars: The Clone Wars, il film

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Continua il nostro approfondimento sulle serie animate dedicate al periodo delle guerre dei cloni in Star Wars. Per leggere il post precedente, cliccate qui . Star Wars: The Clone Wars (Dave Filoni, George Lucas, 2008) Il progetto di una serie che continuasse a narrare gli avvenimenti degli anni delle guerre dei cloni nasce già nel 2005 , quando quella precedente si era da poco conclusa; a farsi avanti è stavolta Dave Filoni , con il ruolo di supervising director, che insieme a George Lucas (che dispensa suggerimenti e proposte) orchestra le operazioni di una squadra di registi, sceneggiatori e animatori. Durante la lavorazione della prima stagione, Lucas decide di far uscire alcuni degli episodi al cinema come un unico film , che verrà però ricevuto in maniera estremamente negativa dalla critica.