Note su Better Call Saul: Jimmy e Saul
L’avvocato Saul
Goodman è un esperto marinaio nelle acque criminali del New Mexico,
il mecenate di una piccola tribù di questuanti ai limiti della
società; l’avvocato James McGill, invece, è un pesce fuor d’acqua
che tenta di infilarsi in un ambiente che non fa per lui, nella
speranza di guadagnarsi il rispetto di un fratello che non l’ha mai
davvero apprezzato. Queste due facce della stessa personalità, però,
condividono qualcosa: l’atmosfera dei luoghi che fanno da sfondo
alla loro esistenza. Strade periferiche, cemento pieno di crepe,
parcheggi dalle linee sbiadite, uffici banali, tavole calde di
provincia, fast-food dall’arredamento kitsch. Le ariose stanze
degli studi legali che appaiono in Better Call Saul, o la residenza
degli Schwartz in Breaking Bad, sembrano elementi alieni all’interno
di un tale panorama.
Le sconfinate foreste di grattacieli delle
metropoli statunitensi sembrano incalcolabilmente lontane da
Albuquerque, appoggiata sulla polvere e sulle rocce del deserto come
se non avesse fondamenta, un accampamento di coloni che si è
ingrandito in estensione ma che non ha mai messo davvero radici. Il
grande sogno americano giace sepolto insieme alle ossa degli indiani;
ciò che è sopravvissuto alla lontana epopea della conquista del
West è la frontiera, un confine sempre inevitabilmente permeabile,
punto d'incontro per uomini provenienti da culture diverse ma uniti
dalla mancanza di scrupoli, in cerca di vendetta o di un buon affare.
Non c'è posto migliore, quindi, dove avrebbe potuto trovarsi un
artista della truffa con una laurea in legge presa per
corrispondenza.
Jimmy McGill desidera conquistare la rispettabilità
dell'uomo di legge, ma non c'è ufficio lussuoso che possa tenere a
bada la creatività spericolata del diplomatico da saloon, che sa
azzittire le pistole con la propria parlantina provvidenziale. I seri
e noiosi completi di sartoria che indossano i suoi colleghi, ai quali
cerca di uniformarsi, non lo rappresentano quanto le cravatte e le
camicie in colori discutibili verso cui, negli anni seguenti,
propenderà. Per difendere e tirare fuori dai guai dei criminali, del
resto, nessuno è più adatto di un uomo che li comprende, che
condivide con loro le difficoltà ed una morale piuttosto elastica:
anche se lo vediamo tentennare e cercare di allontanarsi
dall’illegalità, noi spettatori sappiamo che quest’ultima
esercita su di lui un richiamo troppo forte per essere ignorato.
In
una città nel mezzo del deserto non si sopravvive se non ci si crea
un personaggio identificabile e riconoscibile dalla comunità: il
futuro Saul Goodman lo sa bene, conosce i temi e la retorica da
utilizzare per colpire il pubblico che in un dato momento gli
interessa. Una pubblicità non deve essere necessariamente bella od
appropriata, ma persuadere il prossimo a fare ciò che si desidera.
Nell’epoca in cui i migliori mezzi di trasporto della zona erano la
diligenza o il treno, non sarebbe esistito un venditore ambulante di
olio di serpente con più successo di lui. Nel tipico bacino di
elettori repubblicani, nulla funziona più di un esibito
patriottismo, fatto di bandiere sventolanti, cappelli da cowboy e
glorioso passato. Il risultato, all’interno di questo tipo di
logica, conta più del modo in cui lo si è ottenuto; il diritto è
un intrico di norme da sfruttare a proprio favore, non un testo sacro
da rispettare a tutti i costi.
Tale meccanismo pubblicitario funziona
meravigliosamente, però, soprattutto perché il suo creatore è
abilissimo a vendere se stesso prima di tutto il resto: nessuno sa
essere simpatico, amichevole, trascinante come Jimmy McGill,
tantomeno il suo più accademicamente brillante fratello, che in
fondo gli invidia tale capacità, anche se detesta l’utilizzo che
ne fa. Gli altri avvocati, con le loro scrivanie eleganti e le loro
poltrone di pelle, non sanno avvicinarsi alle persone quanto lui, e
finiscono per sembrare paradossalmente più distanti e fuori posto
nell’ambiente in cui si trovano che l’ex Slippin’ Jimmy, con il
suo bugigattolo nel retrobottega di un salone di estetica asiatico e
i suoi appuntamenti a domicilio o nei più anonimi diner. I suoi
metodi non sono convenzionali, e spesso chiaramente illegali, eppure
risulta difficile condannare qualcuno che sa rendersi così piacevole
con chi ha a che fare con lui. Tuttavia, questo rimane comunque un gioco
pericoloso, e l’inizio della terza stagione potrebbe mostrarcene le
conseguenze.
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