Il risveglio della Forza: Kylo Ren
Il protagonista di oggi del nostro approfondimento sui personaggi di Star Wars: Il risveglio della Forza è di tutto rispetto: sulla figura di Kylo Ren si è incentrato, infatti, gran parte del dibattito intorno al film, e qui su She's Overbored provo a fare il punto della situazione. Buona lettura!
Lato oscuro
Kylo Ren (Adam Driver)
Con l'eccezione di Darth Vader e in
parte di Asajj Ventress, gli antagonisti in Star Wars sono sempre
stati piuttosto monolitici: la loro conversione al male aveva
avuto luogo molto prima degli eventi mostrati, e la loro posizione
era quella di temibili avversari senza rimorsi né esitazioni. Kylo
Ren è invece piuttosto combattuto: si è volto al lato oscuro, ma
sente comunque il richiamo della luce, il che ribalta specularmente
la tentazione che avevano affrontato sia Luke sia Anakin. Proprio suo
nonno è il modello a cui si ispira, e che teme di non poter mai
eguagliare. Ritiene, insieme al leader supremo Snoke, che il ritorno
di Darth Vader al bene sia stato un errore, una
debolezza a cui pensa di dover resistere. Un dialogo tra Leia e Han,
i suoi genitori, ci permette di conoscere qualche dettaglio in più sul suo
passato: apparentemente la madre ha voluto che Ben (questo il suo
vero nome, probabilmente in onore del maestro Jedi Obi-Wan Kenobi) venisse istruito
da suo zio, Luke, proprio perché sentiva in lui una tendenza al lato oscuro, qualcosa che lo avvicinava pericolosamente al Sith che
suo nonno aveva finito per diventare. L'addestramento ha avuto però
un esito tragico: Ben, assunto il nome di Kylo Ren, ha ucciso tutti
gli allievi dello zio e si è dichiarato apprendista del misterioso essere alla testa del Primo ordine, mettendosi all'inseguimento dell'ombra
di Vader, il casco bruciato del quale porta con sé alla maniera di
una reliquia.
Tuttavia, se l'apprendista di Palpatine era un essere
freddo, spietato e controllato (almeno dopo la morte di Padmé) come
dimostrano i suoi drastici metodi disciplinari nei confronti degli
ufficiali in Una nuova speranza e ne L'Impero colpisce ancora, Kylo Ren è
molto più instabile, forse anche a causa delle frustrazioni generate
da un impossibile confronto. Spesso, quando qualcosa va storto,
l'uomo che una volta si chiamava Ben si lascia andare a drammatici
scoppi d'ira in cui distrugge tutto quello che trova a portata di
spada laser con una brutalità incontrollata del tutto aliena
all'uomo-macchina che idolatra. Anche in combattimento le sue movenze
hanno qualcosa di barbaro e furioso, e nel momento in cui Rey, durante lo scontro finale, inizia
a colpirlo, barcolla ricordando una bestia ferita.
La sua stessa arma, del resto, ha qualcosa di selvaggio, non è
rifinita ma approssimativa e primitiva, il cristallo all'interno, fratturato, emette un raggio disordinato e potente.
Nel tentativo di liberarsi
dalla tentazione del bene, Kylo Ren uccide suo padre in una
scena tutta giocata sull'uso della luce rossa e azzurra: Han,
infatti, è colpito alle spalle da quest'ultima che, coperta dal suo
corpo, arriva solo attraverso un sottile spiraglio sul volto di suo
figlio, altrimenti immerso nei sanguigni raggi delle luci
scarlatte disposte ai lati del ponte. Un attimo prima che Ben
colpisca suo padre il sole smette di brillare e l'unica luce che
rimane è quella rossa, a simboleggiare, io credo, la morte di ciò che c'era di buono in lui. Il parricidio che commette, secondo la
sceneggiatura del film, lo indebolisce invece di renderlo più forte,
e il figlio osserva attonito, forse pieno di raccapriccio per se stesso, l'ultimo gesto del
proprio genitore. Così facendo, ad ogni modo, Ben Solo compie ciò
che nessuno nella sua famiglia era riuscito a fare prima di lui: né
Luke né Darth Vader, infatti, erano stati in grado di decidere di
uccidersi l'un l'altro, a causa del loro legame di sangue.
Si è fatto un gran parlare del volto
di Adam Driver, che presta le sembianze a Ben Solo: io ho apprezzato
la scelta. È vero, il momento in cui finalmente si toglie la
maschera è anticlimatico, ma credo che sia del tutto voluto.
Sotto questa inquietante e possente figura dalla voce metallica c'è
soltanto un ragazzo alla ricerca di un'identità, che crede di aver trovato aggrappandosi alla tragica storia del nonno e che,
sembrerebbe di capire dal dialogo con Rey, porta rancore nei
confronti del proprio padre. Anche il contrasto tra la sua fisicità
imponente (l'attore è alto circa un metro e novanta) e il suo volto,
sghembo ma non semplicemente cupo, forse addirittura gentile, penso
vada in questa direzione. L'intenzione di J.J. Abrams per Il
risveglio della Forza era proporre un percorso di formazione non solo
per gli eroi, ma anche per l'antagonista. Osservando il viso di Kylo
Ren nei primi piani si può notare come ci sia sempre un qualche
movimento, un piccolo muscolo contratto, un guizzo vicino agli occhi
o attorno alla bocca: un tormento interiore impossibile da contenere,
e che, teoricamente, l'omicidio del proprio padre avrebbe
dovuto azzerare, cementando il suo rapporto con il lato oscuro. Ci
sarà davvero riuscito?
Probabilità di ritorno: altissima.
Dopo essere stato colpito da un poderoso colpo della balestra di
Chewbacca ed essere stato ferito alla spalla da Finn durante il loro
duello, Rey lo attacca più volte e lo sfigura (involontariamente
avvicinandolo in parte al suo modello). Supponiamo che Hux sia
riuscito a recuperarlo e a portarlo dal leader supremo Snoke, che ha
intenzione di completare il suo addestramento. Il nemico che ci
troveremo davanti nell'ottavo episodio sarà in qualche modo diverso
da quello che abbiamo conosciuto. C'è ancora della luce dentro di
lui? Quando e come si troverà nuovamente di fronte a Rey? Sapremo
mai quali sono stati gli eventi e le motivazioni che hanno portato
alla fine dell'accademia di Luke, e perché Ben è passato al lato
oscuro?
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